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andreavavassori
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Luglio 30, 2025

Crisi ambientale o confusione sociale?

Per comprendere appieno la situazione che stiamo vivendo, è utile analizzare alcune questioni chiave, a partire da uno dei temi più dibattuti: l’automobile.

LAUTOMOBILE

Diesel Euro 5: cambia tutto

Il conto alla rovescia è iniziato. Per chi possiede un’auto diesel Euro 5, si prospetta una scelta obbligata: cambiare veicolo, modificare le proprie abitudini o affrontare pesanti sanzioni, fino alla sospensione della patente nei casi più gravi.

La motivazione ufficiale? Migliorare la qualità dell’aria nella Pianura Padana, una delle aree più inquinate d’Europa. Ma il costo di questa transizione rischia di ricadere interamente sulle famiglie, spesso già provate economicamente, costrette a rinunciare a veicoli perfettamente funzionanti. Un impatto che si estende all’intera filiera del settore automobilistico: produttori, concessionari, tecnici, meccanici, elettrauti, carrozzieri e altri professionisti.

Una decisione politica dalle forti implicazioni sociali

Le automobili vengono indicate come principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano. Ma questa visione non è unanime. Alcune dichiarazioni recenti meritano attenzione:

  • Il Ministro dell’Ambiente ha definito il bando a breve scadenza ai motori termici “un’idiozia collettivista”, sostenendo che fermare i diesel non risolverà i problemi dell’aria nel Nord Italia, e che il passaggio ai motori elettrici potrà avvenire dopo aver sviluppato e perfezionato ogni singola fase di produzione rispettandone i giusti tempi
  • Il Presidente della Regione Lombardia ha dichiarato e ricordato che a Milano esistono ancora oltre 800 condomìni alimentati a nafta: un dato che dimostra come le cause dell’inquinamento vadano ben oltre la mobilità privata.

Un barlume di apertura arriva da Bruxelles, dove l’Unione Europea ha avviato una revisione delle normative sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni. Il regolamento attuale potrebbe quindi essere ripensato e non semplicemente rinviato

Un omaggio allingegno italiano

Nel parlare di motori, è doveroso ricordare alcune pietre miliari dell’automotive nazionale:

  • La Fiat 600, simbolo del boom economico e della motorizzazione di massa
  • L’autocarro Fiat 640N, che contribuì alla ricostruzione industriale del dopoguerra.
  • Il Fiat 626 RNL, uno dei bus più diffusi del suo tempo

Sono veicoli che rappresentano non solo tecnologia, ma anche identità culturale e progresso industriale.

Considerazioni concrete

  • Invasione cinese: i produttori asiatici stanno conquistando il mercato europeo con modelli a benzina e ibridi a basso costo, aggirando il tema dei dazi.
  • Auto elettriche e sicurezza: in scenari di guerra, la presenza massiccia di batterie al litio nelle città rappresenta un rischio strategico sapendo che in caso d’incendio, queste batterie sono estremamente difficili da domare.
  • Affidabilità: secondo recenti studi, le auto elettriche registrano fino all’80% di problemi in più rispetto a quelle a benzina e inoltre per le riparazioni richiedono tempi più lunghi 

Verso scelte più razionali

Mai come oggi, l’auspicio è che le istituzioni europee prendano decisioni basate su logica, competenza e visione a lungo termine, evitando di cadere in scelte affrettate o guidate da pressioni lobbistiche e interessi opachi.

Due domande, una riflessione

  • Siamo davvero pronti a cancellare oltre 130 anni di evoluzione motoristica, a partire dalla Benz Patent-Motorwagen progettata da Karl Benz nel 1886, e di ritenerci già dotati di sufficiente esperienzaper abbracciare senza timori e senza riserve i motori elettrici e le batterie al litio?
  • È possibile che sia proprio la Pianura Padana, storicamente la zona più inquinata d’Europa, ad aver dato origine a questa campagna improvvisata contro il motore a combustione?

Come direbbe Totò: “E io pago”.

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